C’è un sapere che non si dimostra: si abita. Non si accumula nella mente, si deposita nel corpo - nel gesto che, toccando, pensa. Muovendo dalla fenomenologia, Il vero si tocca sostiene che la verità non sia soltanto ciò che si argomenta, ma ciò che si incontra con tutto il corpo, là dove il conoscere smette di essere possesso e si fa presenza. Su questa soglia il libro interroga la corporeità, la vulnerabilità e l’esperienza della cura - non come questioni cliniche, ma come forme originarie del senso - e fa della lingua e della cultura siciliane una risorsa poetica e conoscitiva, non un colore locale. Ne nasce un’opera che è insieme trattato e autobiografia del pensiero, in cui filosofia, parola poetica ed esperienza della salute - e del suo limite - si tengono in un’unica voce.
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