Nel febbraio 2025 Donald Trump rilancia sulla sua piattaforma Truth Social un video generato con l’intelligenza artificiale che ritrae la Striscia di Gaza come la “Riviera del Medio Oriente”, tra spiagge cristalline, resort di lusso, statue dorate e grattacieli immaginifici. Noto come Trump Gaza, è oggi uno degli esempi più clamorosi della slopaganda, una strategia politica che sfrutta immagini generative a basso costo per produrre reazioni emotive e manipolare il consenso. Il libro assume questo breve audiovisivo come punto di partenza e di arrivo per quattro percorsi di analisi delle immagini algoritmiche, dal funzionamento dei dataset alle “allucinazioni” dei modelli, passando per il calcolo probabilistico e le opache latenze delle reti neurali. Attingendo alle teorie del cinema del Novecento – da Bazin a Benjamin, da Epstein a Baudry – e mettendole in dialogo con gli studi culturali e postcoloniali, il volume propone una teoria dell’immagine generativa come atto performativo e come dispositivo tecno-estetico culturalmente situato. Più che rappresentare il mondo, come Trump Gaza dimostra, le immagini algoritmiche lo modellano, lo levigano, lo predicono.
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