Esiste per forza una netta contrapposizione tra essere atei e essere credenti? La cultura moderna sembrerebbe escludere ogni altra possibilità, anche se la storia della filosofia è ricca di tentativi che vanno nel senso della conciliazione tra queste due posizioni.
In questo testo però non si cerca un'ennesima posizione di compromesso per salvaguardare la mentalità scientifica e tacitare un'inquietudine religiosa. Si tratta piuttosto di illustrare un semplice ragionamento che, pur muovendosi all'interno di una riflessione rigorosamente materialistica e scettica, intravede la possibilità razionale e, per certi versi, la necessità del superamento di una banale e scontata concezione dell'ateismo.
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