Pubblicata nel 1880 e rivolta a un pubblico giovane come la precedente Storia di un ruscello, questa Storia di una montagna intreccia abilmente la geologia con la critica del potere, l’ecologia con la pratica della libertà, la storia dei popoli con quella dei paesaggi, anticipando alcune grandi questioni del nostro tempo: la crisi ambientale, le frontiere come costruzione politica, le questioni etiche implicite nel rapporto umanità/natura. In una sapiente combinazione di osservazione scientifica e passione narrativa, Reclus guida il lettore alla scoperta della vita segreta delle montagne: il mutamento costante, la struttura delle rocce, la storia dei fossili, l’azione dei venti e delle acque. Ma accanto all’approccio naturalistico si delinea chiaramente anche la dimensione etica e sociale: i pastori e le comunità montane, le leggende e i culti, la lotta quotidiana – e solidale – per sopravvivere in un ambiente tanto magnifico quanto esigente. Ne emerge una visione insieme poetica e politica della montagna come luogo di libertà da preservare di fronte alle continue aggressioni di burocrati, speculatori e (già allora!) turisti.
Biografia: Élisée Reclus (Sainte-Foy-la-Grande 1830 – Torhout 1905), uomo di straordinaria erudizione, nasce in Francia in una famiglia protestante che darà i natali a un altro celebre Reclus, il fratello Élie, antropologo. Spinto da un'inesauribile curiosità scientifica, viaggia senza sosta tra vari paesi europei e le Americhe perché, come ama dire, «la geografia si fa con i piedi». Amico di Bakunin e Kropotkin, affianca agli studi geografici un'intensa attività rivoluzionaria, come internazionalista prima e come comunardo poi. Arrestato dopo la caduta della Comune parigina, verrà condannato alla deportazione, ma grazie all'intervento del Congresso geografico internazionale di Anversa la condanna verrà tramutata in esilio, periodo che trascorrerà in Svizzera e Belgio. Nonostante la vita turbolenta, nel corso degli anni dà alle stampe diverse opere fondamentali che rimarranno per oltre un ventennio i testi geografici di generale riferimento, tra questi i due volumi di La Terre, la monumentale Nouvelle Géographie Universelle pubblicata da Hachette – 17.000 pagine, 19 volumi e 20 anni di lavoro – e infine i quattro volumi di L'Homme et la Terre. Per elèuthera è uscito il suo Storia di un ruscello (2020), che come molti altri libri di Reclus ha ispirato Jules Verne nella stesura dei suoi romanzi d'avventura, Storia di una montagna (2026) e l'antologia, curata da John Clark, Natura e società. Scritti di geografia sovversiva (2022).
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