Oltre le bellezze paesaggistiche, il cibo paradisiaco, le tradizioni millenarie, la musica popolare e l’arte universale della “culla della civiltà”, Sophia Mavroudis racconta le mille sfaccettature di una Grecia sconvolta, ferita, duramente colpita dalla crisi economica e dall’instabilità ai suoi confini orientali, ma sempre pronta ad affrontare le sfide che le si presentano. Il ritratto di un paese complesso, ben lontano dalle immagini da cartolina, che lascia intravedere l’intimità dei greci contemporanei, le loro paure e le loro speranze. La posta in gioco è cruciale: fermare un terrorista, mimetizzatosi tra i migranti in balìa dell’Egeo e poi in un campo profughi di Atene, prima che possa compiere un attentato nel cuore dell’Europa. Il commissario Stavros Nikopolidis e la sua squadra si ritrovano così, per ordine di Bruxelles, a collaborare con gli ingombranti vicini turchi, benché dispute territoriali vecchie di secoli e le nuove sfide legate all’Unione Europea continuino a contrapporli. Stavros è un commissario dall’istinto acuto, insofferente alle gabbie delle gerarchie. Poi c’è Dora, suo braccio destro, combattiva ex agente delle forze speciali, che ha un conto in sospeso con la Turchia dopo la tragica morte del fratello; Glykas, mal sopportato dai colleghi poiché simpatizzante di Alba Dorata, l’organizzazione di estrema destra che ha lasciato il segno in una Grecia lacerata; Eugénios, ex hacker che ha messo al servizio della polizia le sue magie tecnologiche; e infine il dirigente Livanos, incarnazione dell’élite conservatrice greca. Ciascuno con la propria storia e il proprio carattere contribuisce a un’indagine costellata di colpi di scena, e di vittime, fino a un epilogo a sorpresa che si deciderà in una partita di tavli contro un nemico insospettabile. Una moderna tragedia greca, in un paese che porta, ancora ben visibili, tutte le cicatrici della crisi finanziaria e sociale che l’ha investito.
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