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SE LA COLPA E DI CHI MUORE

Autore

FABRIZIO RICCI

Casa editrice

Castelvecchi

Anno

2010

15,00 

Disponibile

Niente fa più scandalo. Nemmeno che lavorando si possa perdere la vita, nemmeno che le leggi sulla sicurezza del lavoro vengano regolarmente violate. Siamo anestetizzati da queste ingiustizie, abbiamo imparato a considerarle “normali”. Ma non possiamo non stupirci leggendo che le famiglie dei lavoratori caduti possano ritrovarsi a dover risarcire l’imprenditore “danneggiato” dalla scarsa esperienza dei loro cari. Se la colpa è di chi muore è destinato a scuotere le coscienze dei cittadini: Giuseppe Coletti, Tullio Mottini, Vladimir Thode e Maurizio Manili non sono soltanto 4 dei 1.300 lavoratori che vengono uccisi ogni anno nei cantieri e nelle fabbriche, ma sono dei cittadini assassinati due volte. La prima il 25 novembre 2006, durante l’esplosione dei silos dello stabilimento della Umbria Olii. La seconda quando l’amministratore delegato dell’azienda, e unico indagato nel processo penale per le loro morti, ha avanzato al tribunale civile una richiesta di risarcimento ai figli e ai famigliari delle vittime: 35 milioni di euro per i danni causati dalla loro imperizia. Fabrizio Ricci ricostruisce le drammatiche sequenze dell’incidente e le successive, grottesche vicende giudiziarie: assieme, offre uno spaccato della tragedia delle morti bianche e chiarisce quanto sia sicuro lavorare nel nostro Paese e a quale costo.

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