Dopo aver esplorato, in Chi ha ucciso Anna Karenina?, l’«omicidio bianco» cui la narrativa dell’Ottocento condannava qualunque donna seguisse la legge della passione cuore, abbandonando la razionalità e l’obbedienza, Nadia Fusini torna sul grande tema dell’adulterio nel romanzo, scegliendo altri due, grandi classici del diciannovesimo secolo: Le affinità elettive di Goethe, opera “abissale” e quietamente esoterica, la cui fertile ambiguità ha indotto la critica a parlare ora di “difesa bigotta del matrimonio”, ora di “apologia dell’adulterio”; e La lettera scarlatta di Hawthorne, che propone, attraverso il personaggio di Hester Prynne, un percorso differente, in grado di spingersi oltre la sterile contrapposizione tra matrimonio e adulterio, tra ragione e cuore, e di aprire la via a un esercizio pieno della libertà e a una “rivendicazione eroica del principio del piacere”.
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