Voti in condotta, retorica del merito, ossessione ideologica e privatizzazione. Dietro lo slogan della “scuola del merito” si nasconde in realtà una spinta regressiva che minaccia le fondamenta della scuola pubblica italiana. Questo libro analizza, dati e provvedimenti alla mano, il cortocircuito ideologico delle destre al governo: un modello che prova a governare la crisi del sistema educativo con il bastone della disciplina, della burocratizzazione e del controllo dall’alto. Ma la severità di facciata è solo una maschera per coprire il vuoto di idee e di risorse. Il risultato è un disegno tanto autoritario nelle intenzioni quanto fallimentare nei fatti, destinato a produrre non una scuola più efficiente, ma una scuola più ingiusta, frammentata dall’Autonomia differenziata e impoverita nei suoi valori democratici. Dal controllo sul personale alla svalutazione della funzione educativa, questo saggio lancia un grido d’allarme non più rimandabile. Una bussola per la resistenza critica, perché difendere la scuola pubblica oggi non è una battaglia di settore: significa proteggere la tenuta stessa della nostra democrazia.
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