Dietro le guerre, le rivoluzioni, i grandi fatti della Storia, ci sono donne e uomini che li hanno vissuti e alle volte provocati. Questo libro è l’impressionante catalogo di personalità – una scelta ovviamente incompleta – che Bernardo Valli ha incontrato in quasi sessant’anni di giornalismo. Una carriera unica che sulle pagine dei principali quotidiani italiani lo ha portato a confrontarsi, tra gli altri, con Lumumba, Che Guevara, Khomeini, Walesa, e a raccontare Mao, Deng Xiaoping, Tchang Kaï-chek, Soares, Wojtyla, Bin Laden. Ma anche colleghi importanti come Terzani, Scalfari, Viola, Cavallari, Bocca, Maraini, Fallaci. Per "Il Giorno", complice un nostro ambasciatore in India, è stato il primo giornalista italiano a incontrare il Pandit Nerhu: la sua intervista al premier indiano a Nuova Dehli è ancora oggi di una impressionante attualità. Era il 1959, Bernardo Valli aveva 29 anni. Prefazione di Ezio Mauro.
Biografia: Bernardo Valli
Nasce a Parma nel 1930. La sua
straordinaria carriera inizia nella cronaca
di Milano del quotidiano “L’Italia”, nel 1955.
L’anno seguente passa a “Il Giorno” diretto da
Gaetano Baldacci che nel '57 lo invia in
Marocco. Sarà il suo primo reportage di
politica estera. Negli anni Sessanta segue il
Sudafrica e la decolonizzazione africana,
ed è corrispondente da Londra. Dal ’73
al ’77 passa al “Corriere della Sera” di Piero
Ottone che nel ’75 lo manda in Estremo Oriente
dove segue la guerra del Vietnam,
l’India, il Giappone, la Cina, prima di
stabilirsi definitivamente a Parigi. Dal ’77
al ’79 scrive per “La Repubblica” di
Eugenio Scalfari, che lascia dal ’79
all’85 per andare a “La Stampa” diretta
da Giorgio Fattori. A “La Repubblica” torna
nell’85 e vi resta fino al 2020. Dal 2016 al
2022 ha tenuto una rubrica – “Dentro e
fuori” – sul settimanale “L’Espresso”.
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