Prendendo spunto da un libro di Ferdinand Ossendowski ("Bestie, uomini e dèi"), in cui si afferma l'esistenza di un centro iniziatico misterioso, situato in un mondo sotterraneo e le cui ramificazioni si stendono ovunque, Guénon evoca dottrine e miti – dal Tibet (con la nozione dell'Agarttha, la terra "inviolabile") alla tradizione ebraica (Melchisedek e la città di Salem), dagli antichi testi sanscriti al simbolismo del Graal e alle leggende sull'Atlantide – in cui si rinviene traccia di un'idea simile, prova – se ce ne fosse bisogno – dell'esistenza di una tradizione primordiale che nutre e innerva tutte le tradizioni del pianeta, anche se ormai occultata nella nostra "età nera", il Kali-Yuga.
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