Margherita è una pittrice astrattista che trascorre l’estate nella terra dove è nata. Qui incontra un musicista con cui ha una tormentata e brevissima relazione. Al ritorno nella sua grande casa di campagna, dove vive con il marito e i loro figli, incontra Roger uno psichiatra violinista che la invita in Irlanda per sottoporla alla sua psicoanalisi. In una casa sulla scogliera, immersa tra il verde della natura e il blu del mare, Margherita si racconta, a volte sinceramente, altre volte inventando storie e tormenti d’amore che la ingabbiano in uno spleen esistenziale che non riesce a vincere, ma che sublima attraverso l’arte. Sospetta una relazione omosessuale tra Roger e suo marito che punterebbe ad estrometterla dalla famiglia, poiché tacciata di essere non una semplice sognatrice, quanto piuttosto una personalità borderline. L’immaginazione della protagonista, a cui davvero sembrerebbe non mancare nulla, la rende una donna tormentata, inguaribile, visionaria, dalla ferita infantile ancora dischiusa.
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