La questione dei rapporti tra le dottrine semantiche di Guglielmo d'Ockham e Giovanni Buridano è tutt'ora oggetto di dibattito nella letteratura secondaria. Secondo una lettura tradizionale, il maestro parigino sarebbe un convinto difensore del “credo” ockhamista. Un'interpretazione alternativa individua invece una differenza nella primarietà che Ockham attribuisce al linguaggio mentale, mentre Buridano a quello convenzionale. Questo studio contesta entrambe le letture, mostrando come le differenze tra i due autori siano profonde e investano il senso stesso dei loro nominalismi. Tuttavia, seguendo la traiettoria di questo divario, Ockham appare vicino a una forma di convenzionalismo, mentre Buridano si configura come un mentalista intransigente.
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