Intorno a Gino De Dominicis, tra i più misteriosi artisti italiani del secondo Novecento, si è prodotta negli anni una mitobiografia, più che una tradizione interpretativa. Un po’, anzi molto, se l’è cercata lui, proibendo di diffondere riproduzioni dei propri lavori e dissuadendo amici e cultori dallo scriverne in forma analitica. Gino, e solo Gino, doveva amministrare il mito chiamato «De Dominicis». Un mito che, in quanto tale, non accetta cronologie, gerarchie, genealogie. Quel tempo è ormai passato, però, e una nuova generazione di artisti e di critici si va accostando al suo corpus ramificato e spiazzante, che appare diviso fra un primo periodo “concettuale” e ironico e un secondo all’insegna di una pittura misterica e sacerdotale. Seguendo le tracce di una riflessione sotterranea e ostinata sull’identità e la maschera, il tempo e lo spazio, la vita e la morte, Andrea Cortellessa attraversa la frattura tra le due fasi per rileggerle come manifestazione di un’unica, inesauribile tensione metafisica e ilarotragica. Il risultato è un ritratto inedito e sospeso di De Dominicis e della sua opera eccezionale e perturbante, tanto irridente quanto enigmatica.
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