La Milano rinata dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale ha due simboli: la Torre Velasca dei BBPR e il grattacielo Pirelli firmato da Gio Ponti. Attorno a loro cresce una città nuova, grazie soprattutto alla costruzione della metropolitana. I vuoti lasciati dalla guerra vengono rapidamente riempiti. La spinta modernizzatrice investe anche le grandi stazioni, cui affluiscono ogni giorno i lavoratori che vivono nella cerchia attorno alla città. È l’epoca d’oro dell’architettura milanese, quando professionisti come Luigi Caccia Dominioni, Vico Magistretti, Luigi Moretti e Vittoriano Viganò creano un’estetica della modernità oggi ammirata e studiata. Paolo Monti è forse il massimo cantore di quell’epoca: ne indaga gli aspetti più evidenti, ma non gli sfugge la qualità dei particolari costruttivi sullo sfondo di una città che cambia decennio dopo decennio.
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