In che modo il confine si insinua nella vita quotidiana, espandendosi oltre la «linea» tracciata sulla mappa? Il libro risponde a questa domanda cruciale con una lettura polifonica e radicale, esplorando le molteplici materializzazioni del confine nella quotidianità delle persone razzializzate e marginalizzate nel contesto italiano. Superando l’immaginario della linea geografica, il libro svela la presenza dei confini nei luoghi più ordinari: le stazioni di Roma, le case di Torino, le piazze di Palermo, e molti altri. Sedici capitoli scritti da ricercatori, operatori sociali, attivisti mappano la violenza strutturale e il razzismo istituzionale in Italia, ma anche le pratiche di solidarietà, cura e resistenza di ogni giorno. Un testo necessario per chi vuole superare le rappresentazioni semplificate della migrazione e comprendere come i confini modellino relazioni sociali, percezioni e disuguaglianze. Il confine non è solo al margine: è ovunque. Il libro lo mostra nella sua presenza diffusa, quotidiana e intima.
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