Che cos’è un linguaggio d’amore? È possibile comunicare fuori dalla violenza, liberando le parole dal dominio degli stereotipi e delle gerarchie patriarcali? Partendo dall’esperienza concreta dei centri antiviolenza, Giulia Ragonese attraversa il rapporto tra linguaggio, potere e relazioni, interrogandosi su come le parole costruiscano il nostro modo di stare al mondo. In un tempo segnato da guerre, femminicidi e nuove forme di sopraffazione, questo libro propone una riflessione radicale: la violenza non è un incidente della comunicazione, ma una struttura culturale che abita il linguaggio quotidiano, i gesti, i silenzi, perfino le espressioni che consideriamo più innocue. Attraverso esempi, esperienze sul campo e riferimenti al pensiero femminista, "Linguaggio d’amore" mostra come gli stereotipi di genere modellino l’immaginario collettivo e condizionino le relazioni affettive, familiari, lavorative e politiche. Ma apre anche uno spazio possibile: quello di una lingua nuova, capace di ascolto, reciprocità e autodeterminazione. Un libro che invita a ripensare il modo in cui parliamo, amiamo e condividiamo il potere. Perché costruire un linguaggio d’amore significa immaginare una società diversa, più giusta e finalmente libera dalla violenza. Prefazione di Michela Cicculli.
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