In questi tempi bui, possiamo ancora superare l'indifferenza e partecipare al destino del bene comune? In un momento storico in cui la crisi della democrazia rende più difficile il rinnovamento, siamo chiamati a superare l'individualismo veleggiando verso una libertà creativa nella sfera pubblica. Una libertà che, come cantava Gaber, «non è uno spazio libero», ma «partecipazione». Oltre il «sogno vuoto della libertà» (Foucault), possiamo sperimentare la creazione di nuovi stili di vita, liberi dalla logica del mercato; attraverso il dialogo, la sperimentazione condivisa e la cooperazione tra creatività promuoveremo nuove forme di democrazia generativa. Dal cambiamento dell'ethos e della vita quotidiana, può iniziare dal basso un percorso lungo ma efficace di trasformazione degli attuali modelli di sviluppo.
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