I confini non hanno nulla di «naturale». Sono una costruzione storica e artificiale, dettata da rapporti di forza e dispositivi di potere che stabiliscono chi è dentro e chi è fuori. Producono guerre, diseguaglianze e colonizzazioni. Il caso più emblematico dell'arbitrarietà dei confini è la Palestina, con il genocidio a Gaza ha distrutto lo stesso diritto internazionale nato dopo la Seconda guerra mondiale. Ma i movimenti delle persone, per mare e per terra, possono ridisegnare le mappe di un nuovo diritto. Con contributi di: Marco Aime, Francesca Albanese, Chiara Cruciati, Behrouz Boochani, Enrica Rigo, Tatiana Montella, Dario Gentili, Christian Elia, Mohsen Mahdawi, Shawn Fain, Bhaskar Sunkara.
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