Il concetto di "moltitudine", da contrapporre a quello più familiare di "popolo", è uno strumento decisivo per ogni riflessione sulla sfera pubblica contemporanea. Occorre tener presente che, nel XVII secolo, l'alternativa tra "popolo" e "moltitudine" fu al centro delle principali controversie pratiche e teorico-filosofiche, come la fondazione degli Stati centrali moderni e le guerre di religione. Questi due concetti in lizza tra loro, forgiatisi nel fuoco di contrasti acutissimi, giocarono un ruolo di prima grandezza nella definizione delle categorie politico-sociali della modernità. Fu la nozione di "popolo" a prevalere. "Moltitudine" è il termine perdente, il concetto che ebbe la peggio.
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