L'attività progettuale di Francesco Mansutti (1899-1969) e Gino Miozzo (1898-1969), nel secondo dopoguerra, si inserisce nel più ampio processo della ricostruzione postbellica. Dopo una prima fase legata all'architettura razionalista degli anni Trenta, i due progettisti padovani riavviano lo studio professionale in un contesto profondamente mutato, contribuendo con numerosi interventi pubblici e privati alla crescita edilizia di Padova. Pur operando anche in altri contesti geografici, la città patavina diviene il principale campo di sperimentazione costruttiva. Qui Mansutti e Miozzo operano a diverse scale, dalla pianificazione urbana alla progettazione architettonica, spaziando dall'edilizia residenziale privata ai quartieri INA-Casa, dalle lottizzazioni ai complessi civili e alle attrezzature pubbliche, tra cui quelle sanitarie (Ospedale Civile). Affrontando in questo contesto le nuove forme dell'abitare urbano e le trasformazioni economiche e sociali dell'Italia, le loro riflessioni progettuali contribuiscono in maniera determinate a ridefinire il volto della Padova che cresce.
Devi effettuare l’accesso per pubblicare una recensione.









Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.