La riedizione delle analisi di Ernesto Rossi del 1944 si giustifica con la natura visionaria di un intellettuale antifascista che vedeva nel federalismo la garanzia di una democrazia inclusiva, fatta di cittadini e non solo di Stati. Oggi, la sostituzione del diritto internazionale con la “legge del più forte” — evidente nell’invasione russa dell’Ucraina e nelle strategie transnazionali dell’amministrazione Trump — mette a nudo i limiti di un’Unione Europea priva di una politica estera unitaria, di una difesa comune e di una piena attuazione dei diritti sociali. L’introduzione di Nicola Colaianni accompagna il lettore nell’attualizzazione del pamphlet di Rossi alla luce della nuova geopolitica, evidenziando la capacità dell’Europa di contrastare la logica degli imperi. Nonostante i suoi limiti, il modello europeo resta l’unico a proporre un’integrazione paritetica e non gerarchica: non una piramide, ma una rete in cui ogni Stato è soggetto di diritto uguale agli altri. Una ‘utopia realistica’.
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