Il libro introduce in Italia lo straordinario lavoro di Mary Jo Deegan (1946-2024), sociologa, femminista, pragmatista, interazionista simbolica. Deegan ha fatto conoscere e analizzato quelle ricercatrici che, pur oggetto di evidente segregazione, avevano svolto con successo la loro attività di ricerca-azione nei settlement, primo tra tutti quello di Chicago. Si tratta di donne che hanno contribuito allo sviluppo della sociologia, acquisendo un ruolo ineliminabile nella storia del pensiero sociologico. Il volume presenta la traduzione di sette saggi: sulle donne e la sociologia (1978), su Harriet Martineau e la stanza del malato (2005), su George Mead e il diritto delle donne al suffragio universale (2013), sulla presenza e il ruolo euristico delle ricercatrici nere nella sociologia americana (2019), altri ancora su Jane Addams (2006) e sul pragmatismo femminista e il canone sociologico della Hull-House (2008), una rivisitazione del modello di partecipazione ed esclusione delle sociologhe dall’American Sociological Association (2022). Il lavoro è arricchito da una bibliografia delle opere di Deegan fatta da Michael Hill, sociologo e geografo, compagno di vita di Mary Jo. Per la prima volta in Italia viene presentato il lavoro di una delle più importanti sociologhe e femministe contemporanee.
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