Se la città del lavoro è la città in cui il lavoro è lo strumento per la valorizzazione della persona, della redistribuzione orizzontale attraverso la socializzazione della ricchezza, la città della rendita è quella in cui il valore della persona si riduce a quello di mercato, misurato sulla proprietà, e in cui la redistribuzione, fondata sull’eredità, torna a essere verticale. È questa la tensione indagata nei contributi di questo volume, dove le riflessioni di studiosi e studiose, condotte a partire da prospettive diverse, entrano in dialogo con gli esiti dell’Inchiesta sociale sulla città metropolitana di Bologna. Dal diritto alla casa all’accesso ai servizi, dalla partecipazione alla giustizia climatica, nel volume si mette a fuoco come la rinnovata centralità della rendita nella definizione delle fratture sociali costituisca il principale terreno di sfida alle categorie con cui ancora leggiamo la diseguaglianza. Rimetterne in discussione i dispositivi, politicizzarli a partire dalla base sociale del sindacato, significa spostare il baricentro del conflitto: non correggere una distorsione, ma mettere in discussione ciò che la rende possibile, accettabile, legittima. Contributi di: Alessandro Bozzetti, Michele Bulgarelli, Carlotta Caciagli, Gianluca De Angelis, Francesca della Ratta-Rinaldi, Alberto De Nicola, Marta Fana, Francesco Gentilini, Barbara Giullari, Emanuele Leonardi, Marco Marrone, Nicola Quondamatteo, Antonella Verduci, Lorenzo Zamponi.
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