Il Mondiale 2006 arriva in un’epoca carica di tensioni: l’Europa è scossa dagli attentati terroristici e in Italia si consuma un cambio di governo deciso per poche migliaia di voti. Nel frattempo la Nazionale riparte da Marcello Lippi, tecnico carismatico reduce dai successi con la Juventus. La qualificazione al Mondiale è rapida, pulita, quasi liberatoria. Ma a un mese dal via deflagra Calciopoli e tutto si ribalta: dirigenti, arbitri, vertici federali coinvolti, il presidente Carraro costretto alle dimissioni. Con questo fardello la squadra vola in Germania, trovando a Duisburg un muro di tifo azzurro pronto a vivere il Mondiale come un riscatto nazionale. la strada per la finale passa per la lunga squalifica di De Rossi e il rigore glaciale di Totti contro l’Australia. E poi la notte di Dortmund: la Germania è favorita, gioca in casa, la stampa locale sbeffeggia gli azzurri. Ma la Nazionale di Lippi risponde sul campo: 2-0 ai supplementari, un altro capitolo nella storia delle “bestie nere”. La finale con la Francia è una partita di nervi. Zidane segna un rigore beffardo di cucchiaio, Materazzi pareggia e poi diventa protagonista involontario: una testata di Zidane lo manda fuori dal gioco e cambia il destino della finale. Si va ai rigori. L’Italia è implacabile: Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero e Grosso non sbagliano. Trezeguet, invece, colpisce la traversa. È finita. L’Italia è campione del mondo per la quarta volta. Prefazione di Fabio Cannavaro.
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