Stradine tortuose, in cui si finisce per perdersi, o per ritrovarsi nel cortile di qualcuno. I sudanesi le chiamano zugag, e non sono poi così diverse dalle calli veneziane. Anche per un viaggiatore del mondo, uno straniero professionista, orientarsi non è facile. Ancor meno lo è ritrovare la strada di una casa sempre diversa. È in questo groviglio di sabbia e pietra che ci fa entrare Khalid Albaih, vignettista politico e sociale di fama mondiale. Folgorante diario grafico, Zugag è una meditazione ricca di ironia su cosa significhi chiamare molti luoghi – e nessun luogo – casa. Le storie dei veneziani sopraffatti dal turismo e dei sudanesi che resistono allo sfollamento, geograficamente lontane, si intrecciano in questo saggio a fumetti, che ci invita a mettere in discussione le nostre idee sull’estraneità e l’appartenenza, offrendoci una visione senza compromessi del mondo così com’è e delle sue possibilità.
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