La prima opera, da più di un secolo, pubblicata in Occidente interamente dedicata a questa splendida città, capitale storica del Karabakh. Il testo prende in considerazione le personalità, gli edifici e i monumenti del popolo azerbaigiano, fondatore, e nel corso dei secoli sempre largamente maggioritario, della città. Shusha, per 28 anni isolata dal mondo e svuotata della sua popolazione, torna oggi a rifiorire grazie al restauro di piazze, edifici e monumenti e alla costruzione di nuove strade, permettendo ai suoi abitanti, costretti all’esilio, di farvi finalmente ritorno. Fondata nel 1750 da Panahali khan a 1.600 metri di altezza e circondata da imponenti mura, Shusha è unica dal punto di vista naturalistico, architettonico, letterario e artistico. È la culla culturale del Paese dove nacquero e vissero un numero impressionante di poeti, artisti, musicisti, architetti, scrittori e cantanti che costituiscono le fondamenta della storia azerbaigiana. Tra questi intellettuali è notevole la presenza femminile nell’ambito letterario, basti citare la grande poetessa e principessa Natavan, che fu amica di Alexandre Dumas e protagonista della sua opera dedicata al Caucaso.
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