IL CARCERE È UNA DIMENSIONE DIVERSA, SI TORNA CON I PIEDI A TERRA SOLO QUANDO SI CAPISCE CHE SI HA DI FRONTE UNA PERSONA E NON UN REATO.
Bollate è questo: “una buona opportunità” nel chiaroscuro di un mondo ipocrita.
Il progetto di Paolo Aleotti è quello di portare in carcere la sua passione, la radio, per coinvolgere le persone recluse. Paolo Aleotti entra nel carcere di bollate per mettere a disposizione delle persone recluse la sua passione e le sue competenze. Inizia così, superate le diffidenze iniziali, un intenso scambio, la nascita di un dialogo. Da questo “parlare” si generano domande e risposte che culmineranno in questo libro che ha il merito di amplificare la voce delle detenute e dei detenuti attraverso il racconto delle loro storie e delle loro vite all’interno del carcere, ma soprattutto dei sogni che hanno per il domani.
Attraverso le sue interviste inizia una riflessione sulla realtà penitenziaria italiana realizzata attraverso gli occhi e le parole delle persone che subiscono questa realtà.
Paolo Aleotti:
Il suo amore per i mezzi di comunicazione nasce tanto tempo fa, nel 1969, alla radio, sotto l’ala di Renzo Arbore. Inviato del GR3 nei paesi oltrecortina, per dieci anni diventa corrispondente degli Stati Uniti per i GR e i TG RAI. Poi, inviato di Ballarò e di RT Rotocalco Televisivo di Enzo Biagi. Curatore di Che tempo che fa. Realizza una serie di documentari per RAI3.
Docente di giornalismo radio-tv alla fondazione Basso di Roma e all’Università Cattolica di Milano. Insegna l’uso di radio e tv nel carcere di Bollate.
Ha pubblicato nel 2000 La Hollywood dell’era pulp (Editori Riuniti).
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