Il “Bottegone”, sede storica del Partito comunista italiano, è stato a lungo narrato attraverso i suoi dirigenti, le grandi figure politiche, le scelte che hanno segnato la storia del Paese. Ma dietro quelle porte, nei corridoi di via delle Botteghe Oscure, a tenere in piedi la macchina del partito c’erano anche loro: le ragazze, le segretarie, le assistenti. Donne giovani, entusiaste, militanti, che con passione e competenza hanno garantito l’efficienza di un’organizzazione complessa. Donne rimaste per troppo tempo nell’ombra, eppure decisive. In queste pagine, curate da Tamara Giorgetti con la collaborazione di molte compagne di allora e la prefazione di Livia Turco, le protagoniste si raccontano in prima persona: le emozioni del primo giorno al lavoro, le notti passate a raccogliere dati elettorali, le relazioni con i dirigenti, i momenti di gioia e quelli drammatici. Un mosaico di memorie vive, schiette, a volte ironiche, che restituisce un volto inedito del Pci: quello visto attraverso gli occhi e la voce di chi ne fu la spina dorsale silenziosa. Le ragazze di Botteghe Oscure è un libro di storia e di memoria collettiva, ma anche un atto di riscatto: la testimonianza di una generazione di donne che, senza apparire mai, hanno fatto la politica. Prefazione di Livia Turco.
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