Luigi di Nuzzo, prima di iscriversi all’università, voleva diventare direttore d’orchestra, e l’amore per la musica non l’ha mai abbandonato, neanche quando ha deciso di intraprendere gli studi di psichiatria. Anzi, con il tempo si è reso conto che i suoni complessi e le funzioni cerebrali hanno moltissimo in comune. Sfruttando elementi di neurofisiologia, matematica e armonia – «tre materie che riconoscono nel cervello umano l’oggetto di studio e il confine circonvoluto della loro stessa esistenza» – il libro indaga il rapporto strettissimo tra l’uomo (e quindi il suo sistema nervoso) e la musica. Con uno stile divulgativo e a tratti narrativo, ricco di elementi autobiografici, questo libro racconta la straordinaria analogia tra le funzioni cerebrali e la fisica dei suoni, la loro capacità di supportare il funzionamento del cervello e di aiutarlo persino a perseguire lo scopo principale di ogni sua attività: garantire la sopravvivenza.
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