Per Victoire, la vita comincia il venerdì sera: il resto della settimana è una ridicola messinscena. A venticinque anni ha una laurea, poche ambizioni, e lavora in un ufficio di Parigi dove la routine è scandita da mail, pranzi riscaldati e chiacchiere banali. Una quotidianità alienante a cui sfugge ogni weekend, tra serate techno con l’amica Lili nei club di Berlino e lunghissimi after a casa di sconosciuti che si confidano con lei. Il segreto è avere sempre qualcosina in tasca: coca, MD o ketamina, Victoire non dice mai di no, perché la droga come il sesso ha il sapore del proibito, la fa sentire indistruttibile e fuori dal tempo, almeno fino al lunedì. Eppure, dentro di sé, sa che la vita vera succede di giorno: allora cerca un lavoro migliore, il fidanzato perfetto, e tra una serata e l’altra inizia a immaginare un figlio. E proprio quando intravede un futuro, l’età adulta la travolge come un’onda, finché alla soglia dei trent’anni Victoire trova il coraggio di nuotare incontro ai suoi desideri e provare a realizzarli senza rinunciare a sé. Le ore piccole è il ritratto di una generazione che sa benissimo che cosa non vuole diventare, e alla nostalgia risponde col disincanto. Mathilde Henzelin segue i passi di una ragazza che diventa donna quando impara a ballare al ritmo delle proprie aspirazioni, e sulle note di quella musica interiore va incontro a un’alba luminosa.
Devi effettuare l’accesso per pubblicare una recensione.









Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.