Questo volume ricostruisce la storia di un problema filosofico tra i più classici – quello del rapporto tra anima e corpo – in seno alla filosofia tedesca dell'Ottocento e del primo Novecento. Il tentativo di applicare alla sfera psichica i procedimenti di misurazione e quantificazione tipici delle scienze naturali, scatenò all’epoca un vivace dibattito intorno alla natura dell’anima e ai limiti di applicabilità del metodo scientifico. Al centro di questo nodo problematico si colloca idealmente la psicofisica, disciplina ideata da G.Th. Fechner sulla base delle ricerche fisiologiche di E.H. Weber, ma anche sotto l'influsso determinante del pensiero di Schelling. A metà strada tra la metafisica del XVII secolo e le novecentesche discussioni sul Mind-Body Problem, l’ampia querelle sulla psicofisica coinvolse le maggiori personalità filosofiche del tempo, impegnandole su questioni che rimangono a tutt'oggi di grande attualità teoretica. Muovendo da una puntuale ricerca delle origini del problema, individuabili nell'opera di Kant, il volume affronta le principali scuole di pensiero dell'Ottocento per concludersi infine con l'esame degli importanti contributi offerti dalla scuola descrittivo-fenomenologica di Brentano e dai massimi esponenti del Circolo di Vienna
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