«Il percorso di liberazione se anche è un sogno non è meno reale di un passo, il sogno senza il passo si dissolve nel cielo delle idee, ma il passo senza il sogno arranca nel pantano. Il passo e il sogno disegnano un progetto politico [...] E dovremmo partire strappando il velo a un capitalismo che si è messo una maschera buonista e "democratica" e che così si è spinto a definire e a leggere la sofferenza come una colpa personale e perciò l'io sofferente umiliato, maltrattato viene derubricato dalla sua sofferenza e viene reinserito nel mercato come merce. Un capitalismo per il quale ogni colpa è sempre dell'essere umano che è bacato, fallato e attanagliato da un intimo disordine da combattere ricorrendo alla medicina, al marketing, alla psicanalisi e alla polizia, per cui il conflitto sociale non può che essere un malinteso, le lotte, le ribellioni, gli scioperi, i picchetti non possono che essere un disordine intimo da sciogliere in un modo, nell'altro o nell'altro ancora. In questa società pervasa da inquietudini, da angosce, da sconcerto perfino un granello di umanità può essere uno zoccolo nell'ingranaggio. È necessario costruire un baluardo contro il dilagante e vincente neoliberismo che è la realizzazione di una società contemporaneamente feudale, ottocentesca e nazista».
Elisabetta Teghil, femminista, da sempre si occupa dell'intreccio delle oppressioni di genere/razza/classe con particolare attenzione a come si rappresentano in questa società . Per Bordeaux ha pubblicato la trilogia Coscienza illusoria di sé (2013), Ora e qui (2011), II sociale è il privato (2012) e Femminismo materialista (2015).
Prodotti Collegati
Per qualsiasi dubbio contattaci su WhatsApp, risponderemo il prima possibile
Spedizioni
Puoi controllare le spese di spedizione direttamente nel carrello.
Checkout sicuro
Accettiamo pagamenti sicuri, Carte di Credito e PayPal








