Negli ultimi decenni il lavora dei migranti è divenuta un asse portante della produzione sociale. Parlare di lavoro migrante non significa riferirsi solo al lavoro dei migranti, ma più in generale a tutto il lavoro contemporaneo nel suo divenire flessibile e precario, e insieme mobile e refrattario a farsi rinchiudere entro limiti e confini, siano essi quelli nazionali o della fabbrica. Il lavoro migrante anticipa le trasformazioni del mercato del lavoro e le modalità con cui il lavoro nel suo complesso viene oggi erogato. Esso non rappresenta solo l'insieme delle occupazioni di uno strato determinato di forza-lavora, ma il segno inequivocabile di una trasformazione ben più profonda della soggettività politica della classe operaia.
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