Entrato come operaio di linea alla Carrozzeria della Fiat Mirafiori nel '76 e iscrittosi subito alla Fiom, Raffaello Renzacci fu tra i maggiori protagonisti di quella stagione di lotte. Dopo quella che è passata alla storia come "lotta dei 35 giorni" alla Fiat, si trovò nell'elenco dei cassintegrati insieme ad altre migliaia di tute blu. Animatore del coordinamento cassintegrati di Torino, l'azienda mise il veto al suo rientro in fabbrica. La sua vita, finita a soli 47 anni, è rappresentativa ed esemplare di una generazione che ha iniziato la partecipazione politica e sindacale negli anni Settanta, e che poi ha dovuto resistere al riflusso e ai licenziamenti di massa degli anni Ottanta e Novanta, attraversando le vicende politiche di Democrazia proletaria e Rifondazione comunista. Chi ha fatto parte di quella generazione non potrà non trovare nel racconto della vita di Raffaello molti spunti "autobiografici". Raffaello Renzacci (1956-2003), metalmeccanico Fiom e poi dirigente della Cgil, ha collaborato con vari giornali e riviste e ha contribuito con due corposi saggi ai seguenti libri collettanei: "L'altra faccia della Fiat. I protagonisti raccontano", Erre Emme, Bolsena 1990, e "Cento... e uno anni di Fiat", Massari editore, Bolsena 2000.
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