C’è un punto, nella storia della conoscenza, in cui le risposte smettono di essere solide e iniziano a farsi porose. È in questa zona di confine che prende forma il percorso tracciato in queste pagine: uno spazio in cui il sapere scientifico incontra ciò che ancora non riesce a spiegare del tutto, senza rinunciare al rigore. Dalle teorie sull’origine dell’Universo alle ipotesi più audaci sul suo destino, il racconto attraversa i grandi temi della cosmologia contemporanea. Il Big Bang e i modelli alternativi, la materia oscura che tiene insieme le galassie, l’energia oscura che ne accelera l’espansione, i buchi neri come luoghi estremi in cui le leggi della fisica sembrano piegarsi e rivelare i propri limiti. Accanto alla struttura del cosmo emerge una domanda ancora più vertiginosa: quella sulla vita. L’ipotesi di forme di vita extraterrestre non viene trattata come suggestione fantascientifica, ma come problema scientifico concreto, fatto di probabilità, condizioni chimiche, segnali da interpretare e silenzi difficili da decifrare. La possibilità di non essere soli diventa così una questione che riguarda il modo stesso in cui definiamo la vita e la nostra posizione nell’Universo. Il percorso si spinge infine su un terreno più intimo e instabile: quello della coscienza, del tempo e della morte. Che cosa significa essere consapevoli in un cosmo governato da leggi impersonali? Il tempo è una dimensione assoluta o una costruzione emergente? E la morte, oltre che evento biologico, può essere letta come il limite ultimo della nostra conoscenza? Le risposte restano aperte, ma le domande vengono ricondotte a un quadro scientifico preciso, fatto di ipotesi, modelli e limiti dichiarati.
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