Il volume documenta la più importante mostra personale mai realizzata da Gregorio Botta. Per l’appuntamento del MACRO l’artista ha presentato un progetto in cui è soprattutto l’acqua ad essere protagonista: sorge e attraversa le opere, “Le case” che accolgono i segni dell’uomo. Le installazioni evocano un nesso - profondo - tra la vitalità primigenia dell’acqua e l’intensità della parola. Una teoria di sculture in metallo si profila lungo pareti, come fossero i tempi di una sinfonia per pianoforte. Sono variazioni e fughe, sono i singoli elementi che vanno a comporre l’installazione come un unico movimento sinfonico. Le sculture che l’artista chiama “Lari”, sono case, custodi di antiche memorie. Gregorio Botta va a comporre così un unico ambiente, che avvolge lo spettatore attivando nuove visioni e prospettive. Il volume, assieme ad un testo critico di Guglielmo Gigliotti, presenta un’intensa conversazione tra l’Artista e Marco Tirelli.
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