La storia dell’Appennino si può raccontare in tanti modi, ma quello più efficace è calarsi dentro le sue comunità alla ricerca degli elementi che le caratterizzano nel corso dei secoli. Gli incessanti spostamenti di braccianti, pastori transumanti, boscaioli e carbonai, ma anche di pellegrini, soldati, giullari e ciarlatani, insieme a generici vagabondi, rappresentano una dimensione economica e culturale di fondamentale importanza. Attingere a questo universo perennemente in bilico tra fantasia e realtà significa raccontare le trasformazioni di una civiltà capace di resistere fino agli anni del Secondo dopoguerra, quelli del “miracolo economico”, quando essa è andata incontro a un inevitabile declino. Le storie dei mestieri e delle migrazioni stagionali, unite a quelle su tradizioni e cultura materiale dalle profonde radici, danno vita in queste pagine a un’unica grande narrazione. Dalle vette della Romagna fino ai rilievi della Calabria, sfiorando più volte i cieli di Umbria e Marche, Viandanti d’Appennino è un viaggio lungo la spina dorsale d’Italia. Una ballata in cui la storia si fa poesia e la memoria prende vita tra prosa, letteratura e teatro.
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