In un modo o nell’altro non si fa che parlare di loro: dei migranti. Degli immigrati clandestini, di quelli che muoiono in mare, di quelli che riusciamo a salvare, di quelli che lavorano e commerciano, di quelli che accudiscono i nostri vecchi, di quelli che delinquono e vorremmo rispedire indietro, di quelli che fanno figli e si sistemano in Italia, di quelli che vorremmo perché ci servono nelle aziende, nei campi, nell’edilizia. Sì, ma chi sono, da dove vengono, e come si mescolano alla popolazione italiana, ormai alle prese con un flusso che ogni anno aggiunge 300 mila immigrati a un saldo negativo tra nascite e morti proprio di 300 mila abitanti (e che non fa che aumentare)? È il momento di fare il punto su un fenomeno che divide forze politiche e opinione pubblica: la sostituzione etnica.
Devi effettuare l’accesso per pubblicare una recensione.









Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.