In un’epoca segnata da tensioni globali e disuguaglianze strutturali, la letteratura non è mai uno spazio neutro: è campo di lotta, di resistenza, di negoziazione del potere. Questo volume propone una rilettura radicale della produzione culturale in lingua inglese dell’ultimo mezzo secolo, coniugando rigore critico e consapevolezza politica. Attraverso un’analisi che intreccia prospettive postcoloniali, studi di genere e teorie della performance, la ricerca esplora un corpus ampio e volutamente eterogeneo di testi poetici e teatrali provenienti da Stati Uniti, Carai- bi, Gran Bretagna, Sudafrica e Nigeria. Dai classici della letteratura di protesta alle elaborazioni più recenti sul razzismo strutturale, il volume interroga e smantella la presunta universalità del canone occidentale, mostrando come le categorie di razza e genere diventino strumenti di critica e trasformazione sociale. Al cuore dell’opera è un’idea estesa e dinamica di performance: tra poetry slam, palcoscenici virtuali e sperimentazioni transmediali, la parola esce dalla pagina per farsi corpo, ritmo, azione collettiva. Un’arte che non si limita a rappresentare il mondo, ma ambisce a cambiarlo.
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