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Aspetti patologici del campo di Auschwitz-Birkenau

Autore

Désire Haffner

Casa editrice

Union Printing

Anno

0,01 €

Disponibile

COD: FRI0000000256 Categorie: , , ,

e pagine graffianti del testo di Désire Haffner ci consegnano sospesi in un vuoto agghiacciante: come può la medicina, più volte stuprata nei suoi stessi valori essenziali di tensione verso gli altri, solidarietà umana, attenzione verso i bisognosi, ridursi ad una fredda cronaca di avvenimenti terribili, descrizione asettica di mostruosità reiterate, asservite solo ad una logica di cieca malvagità? Come può una chirurgia definirsi sperimentale in una prospettiva di sterminio, con protagonisti definiti dallo stesso autore “senza alcuna qualifica scientifica, in molti casi semplici dilettanti” e meritare una descrizione puntigliosa di manovre senza senso perpetrate ai danni di esistenze umane ridotte a brandelli dalla chimica del gelo e dei gas?

Come possiamo collocare l’anatomia all’interno di una carneficina, dove le stesse lesioni degenerative dei muscoli scheletrici sono testimonianza di una “miofagia suppletiva” espressione drammatica di un tentativo estremo di auto cannibalismo? Come possiamo accettare una radioterapia del massacro condotta senza metodo, con malati esposti alle radiazioni “per trenta minuti invece che per tre” con conseguenze folli ed aberranti? Oppure un parto terminato per sbaglio e soffocato immediatamente dopo? Che senso attribuire a questa descrizione, quale validità? Forse si intravede solo un pallido beneficio per la memoria della nostra e di tutte le future generazioni, testimonianza superiore di uno sforzo ammirevole compiuto da medici allo stesso tempo vittime e protagonisti, loro malgrado, di questa pagina triste e vergognosa della nostra umanità. Un urlo, insieme silenzioso e straziante, della scienza medica, come quando l’autore teneramente ci descrive l’effetto placebo di queste anime sfortunate affette da tubercolosi o polmonite che ringraziano il medico e, pensando di essere migliorate, gli sussurrano: “Sono sicuro dottore che se mi darà un’altra compressa (aspirina ndr) guarirò completamente. Mi ha fatto bene, mi sento meglio”.

Turbato da queste violenze descrittive e appeso ad improbabili tentativi di riflessione, non resta che fermarci di fronte all’amara conclusione dell’autore: “Auschwitz merita di essere studiato con attenzione perché crediamo ponga in maniera angosciosa il problema stesso dell’uomo”.

Fabio Gaj

Désire Haffner è nato a Galati (Galatz), Romania, il 14 luglio 1918. Deceduto a Parigi il 13 novembre 1998. Deportato da Angers (Francia) il 20 luglio 1942. È stato arrestato dai tedeschi a Tours, dove studiava; por tato ad Angers, nel Seminario vescovile e da lì, insieme a quasi mille persone, deportato direttamente ad Auschwitz.

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