Un giorno Ezra Nahmad ha chiesto a Lucrezia De Domizio Durini, la grande promotrice e interprete del pensiero beuysiano, di poter lavorare sulla piantagione Paradise, un progetto che il maestro tedesco concepì a Bolognano nell’ambito dell’operazione “difesa della natura”, nonché sulle “tracce” lasciate dall’artista in quel remoto paese d’Abruzzo. Di qui prende le mosse questo libro che è ad un tempo una rilettura profonda e suggestiva della filosofia beuysiana (su cui ritorna da par suo Lucrezia De Domizio) e un dialogo per immagini, sensibile e straniante, fra l’artista-fotografo e l’opera del suo predecessore. Il volume comprende testi di Lucrezia De Domizio Durini, Ezra Nahmad, Pierparide Tedeschi, Pilar Parcerisas, Giorgio D’Orazio.
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