RUBARE AI RICCHI NON è PECCATO

VINCENZO PIPINO

€ 17,90

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“Ladro filosofo”, “Fantomas della laguna”, “Re dei ladri”, i soprannomi si sprecano per Vincenzo Pipino, che ha il vezzo di farsi chiamare “ladro gentiluomo” e può vantare un curriculum ricco di imprese avventurose tra cui il primo e unico colpo a Palazzo Ducale di Venezia, ma anche di aver messo le mani due volte sulla galleria privata di Peggy Guggenheim. Senza dimenticare il famoso furto del Canaletto in casa Falck, alle Zattere. E di aver “visitato” le stanze di due mostri sacri del cinema come Charlie Chaplin e Cary Grant. Il film I sette uomini d’oro, un classico del genere crime anni sessanta, è ispirato alle sue imprese. Furti di quadri e gioielli sempre ai danni dei più abbienti, seguendo il vecchio codice per cui Rubare ai ricchi non è peccato. E si intitola così anche il suo primo libro (uscito in prima edizione nel 2010), divenuto subito un piccolo classico del genere true crime italiano, amatissimo dai veneziani e seguito con grande interesse da sceneggiatori e produttori di mezzo mondo, tra cui quelli della Century Fox che da anni stanno lavorando a un soggetto di film tratto dalle imprese di Pipino, previsto per il 2019. L’uscita di questa nuova edizione esce con in allegato un documentario inedito sulla vita del “Lupin della Laguna”: L’arte di rubare l’arte di Marco Silvestri, che racconta le imprese di Pipino attraverso una serie di interviste a veneziani doc che ripercorrono le sue avventure criminali spesso, ai limiti dell’incredibile.

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