IL NUOVO ORFEO DI VIRGILIO

TERESA MAZZA

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Presentazione di Massimo Di Marco Prefazione di Vittorio Ferraro L'autrice sviluppa il suo commento al mito di Orfeo in una prospettiva filologica-letteraria. Questo mito, narrato per la prima volta da Virgilio nelle Georgiche, racconta del grande amore tra Orfeo ed Euridice, destinato a durare poco a causa della morte prematura della ninfa per il morso di un serpente. Morta la sposa, Orfeo cade in una profonda disperazione e, incapace di vivere una vita senza la sua amata, decide di tentare l'impresa più difficile nella quale un eroe possa cimentarsi: scendere nell'oltretomba e chiedere agli dei di ridare la vita alla sposa. Gli dei, commossi dal canto sublime dell'eroe, acconsentono alla sua richiesta, ma a patto che Orfeo non si volti indietro a guardare Euridice prima di essere giunto sulla terra. L'innamorato cantore, però, non ricordando quanto gli era stato detto, gira lo sguardo verso la donna ed ella immediatamente si dissolve morendo per la seconda volta. D'ora in poi Euridice potrà continuare a vivere solo grazie alla poesia eternatrice. La rivisitazione dell'autrice guida il lettore in una attenta e puntuale rilettura del testo virgiliano, offrendo un contributo che arricchisce un'opera già tanto amata nei secoli. Note sull'autore Ordinario di Lettere, latino e greco presso il Liceo Classico "Terenzio Mamiani" di Roma, è Dottore di ricerca in Civiltà e Tradizione Greca e Romana. Attualmente è Cultore della materia per le cattedre di Letteratura greca e Letteratura teatrale greca presso le LUMSA; collabora, inoltre, con la cattedra di Filologia Classica presso l'Università Roma Tre. Ha pubblicato alcuni articoli su autori latini.

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