MISCREDENTI

SANDRO VERDEROSA

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L’11 settembre del 2001 abbiamo assistito a quello che Baudrillard definì “l’evento assoluto che racchiude in sé tutti gli eventi che non hanno avuto luogo”, e che ha siglato l’anno zero di un conflitto ancora in corso tra Oriente e Occidente. Abbiamo dovuto fare i conti con un mondo – quello islamico – sconosciuto e lontano, che adesso è diventato sinonimo di terrorismo. Ma cos’è l’Islam? E di quale Islam parlano gli apologeti tycoon dello scontro di civiltà? L’idea che in questo termine – per alcuni “sottomissione”, per altri “abbandono” – coincidano tutte le confessioni di chi si professa mussulmano, è un lapsus ideologico fin troppo comodo a chi vuole indire una nuova crociata. Cos’è il fondamentalismo islamico? Un “terrorista”, un integralista, lo Stato Islamico, rientrano nella fede musulmana? Possiamo ancora parlare di Islam quando si ha a che fare con Daesh? È a tal proposito che in questo lavoro si è voluto trattare il tema dell’I­slamismo radicale; e per poter analizzare gli aspetti che rendono l’Isla­mismo takfirista contemporaneo un corpo estraneo alla tradi­zione islamica, si è dovuto partire da molto lontano, attraverso una disamina del variegato universo musulmano, dove si intrecciano e si scontrano diverse sue scuole giurisprudenziali – il Sunnismo, lo Sciismo e il Kharigismo – i movimenti riformisti – il Salafismo e il Wahhābismo – per arrivare fino all’Islamismo 2.0 dei nostri giorni e far comprendere al lettore che qualsivoglia equazione del tipo, “ISIS = Islam”, non solo è semplicistica ma è anche errata. Soprattutto perché, ad oggi, le principali vittime del terrorismo, sono i musulmani.

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