UN MARE D€Ͽ½INCHIOSTRO PER UN MARE DI SANGUE. LA GRANDE GUERRA

MAGDA POLI

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In questo esempio di teatro-verità fondato su una rigorosa documentazione storiografica, Magda Poli elegge la redazione del Corriere della Sera a osservatorio proteso sui sanguinosi eventi che, tra il maggio del 1914 e il novembre del 1918, precipitarono l’umanità nell’apocalisse del primo conflitto mondiale. In apparenza lontane dalla ribalta della grande politica, dal proscenio della Tragedia, le stanze di via Solferino si rivelano prospettiva privilegiata per sviluppare un’attualissima meta-narrazione sui dispositivi della propaganda, sulle tecniche di costruzione del consenso e sul potenziale di “promozione pubblicitaria” insito nell’avventura bellica. Tra le pieghe d’una drammaturgia polifonica, echeggia la retorica incendiaria degli interventisti, la prosa muscolare di Benito Mussolini, il lirismo oracolare di Gabriele D’Annunzio, gli slogan della stampa ufficiale, la corroborante oratoria dei proclami. E tuttavia, mentre si consuma la gigantesca mattanza, non tardano a levarsi i lamenti di chi agonizza nella terra di nessuno, le voci di coloro che cadono sul fronte, infilzati dalle baionette, soffocati dai gas venefici, smembrati dalle granate. Dall’altra parte dell’ultima trincea, quella che separa i combattenti da tutti gli altri, risuona la lingua – sgrammaticata, esitante, ma autentica – degli ultimi della Storia, comparse di carne e sangue che muoiono senza sapere perché. Attraverso l’insistente contrappunto di toni diversi, e opposti, La Grande guerra narra lo scontro tra i suadenti inganni dell’eloquenza e la cruda forza della verità, esibendo il volto tragico del moderno e ricordando l’ambivalente potere delle parole.

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