COSì PARLò PHILIP CORSO

PAOLA LEOPIZZI HARRIS

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//p aola Harris è riuscita brillantemente a raccontare la verità sulla presenza extraterrestre e come questa pos-sa influenzare la nostra vita e le relazioni future. Il suo lavoro vi aprirà gli occhi sulla realtà e su ciò che nemmeno osereste immaginare". Onorevole Paul Hellyer, ex ministro della Difesa del Canada //N el 1998 a San Marino, per me è stato un onore trascorrere del tempo con il Colonnello Philip Corso. In quell'occasione eravamo parte di una delegazione di ricercatori per firmare un'iniziativa che la Repubblica intendeva presentare all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Sono rimasto estrema-mente colpito dalla sua lucidità e dalla sincerità che esprimeva nelle presentazioni pubbliche e durante i colloqui per-sonali. Queste due qualità si sono rivelate ancora più evidenti quando cenai insieme a Paola Harris e alla sua fami-glia. Il Colonnello condivise alcune esperienze che non avevo mai sentito dirgli pubblicamente. Mentre parlava, i suoi familiari annuivano come per confermare l'esattezza dei fatti, evidentemente già ascoltati altre volte. I suoi racconti restano tutt'oggi controversi e mi dispiace molto che nell'ultimo periodo della sua vita quest'uomo coraggioso abbia subìto terribili critiche e ingiurie da parte di alcuni ricercatori del campo UFO. Coinvolgere queste comunità che si oc-cupano UFO ed Extraterrestri non è facile. Più grande è la tua storia, più difficile è il viaggio e questo è il prezzo da pa-gare se vuoi muovere le coscienze". Colin Andrews, ricercatore I, N on smetteremo mai di sostenere Paola che è il vero motore dell'ufologia italiana, dell'ufologia libera e indipendente di questo Paese. Per sopravvivere in questo settore a volte bisogna compromettere la propria integrità di ricercatore e giornalista. Insieme abbiamo fatto un fantastico lavoro di cui il no-stro caro amico Colonnello Philip Corso sarebbe orgoglioso". Maurizio Baiata, giornalista investigativo //R itengo Corso un uomo forte al punto che non ha mai fatto marcia indietro su quello che stava cercan-do di dire. Era combattivo con i suoi nemici: Corso sapeva che Philip Klass era un agente di disinforma-zione, perciò quest'ultimo ha sempre temuto un confronto faccia a faccia con lui. Tutte le recenti affer-mazioni scientifiche sul fatto che la "tecnologia aliena" di Corso fosse una falsa storia ci guidano su un fatto es-senziale: Il Colonnello non ha MAI indicato "da dove" venissero queste cose e il loro immenso potenziale! Lo chia-mava "spionaggio industriale" in quanto si trattava di scienziati, appaltatori ecc. Così, si sarebbe potuto pensare che ciò che ha reso possibile un salto quantico nel campo della scienza del XX secolo, potessero essere armi e tec-nologia inglese, francese, russa, ecc. Ho voluto bene al "vecchio Colonnello" come lui stesso si definiva. Paola Harris, intorno al 2004 riuscì a farmi entrare in contatto con un civile contemporaneo di Corso che aveva lavora-to con lui al Penta

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