KANT E IL VESTITINO ROSSO

LAMIA BERRADA-BERCA

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Un racconto delizioso quanto essenziale che nasce dal desiderio improvviso e irresistibile di un vestitino rosso visto in una vetrina di Belleville e che apre una crisi feconda in una giovane musulmana portandola al confronto con il pensiero e la filosofia dei Lumi. Con un’appendice di brani tratti da testi fondativi dell’Illuminismo su temi di bruciante attualità come l’emancipazione femminile, la lotta contro le superstizioni e il fanatismo religioso. L’azione si svolge a Belleville, nella Parigi odierna, dove la protagonista, giovane madre analfabeta esiliata in un paese di cui non conosce la lingua, vive rinchiusa nel suo piccolo mondo casalingo e si avventura all’esterno solo protetta e isolata dal suo burqa. Saranno due incontri inaspettati ad aprire una breccia in questo guscio di solitudine e rassegnazione al quotidiano. Il primo avviene durante una delle angoscianti sortite per effettuare le compere quotidiane, quando la donna intravede nella vetrina di un negozio un vestitino rosso: il desiderio, sentimento fino ad allora sconosciuto o ignorato, di possedere e indossare quel vestito è la molla che fa scattare la voglia di emancipazione. Il secondo incontro è quello con un libro di Kant, lasciato sul pianerottolo da uno sconosciuto e che sua figlia le legge. Di nuovo il desiderio, stavolta di decifrare e capire quel tesoro proibito, sarà la chiave per la definitiva emancipazione, il modo attraverso cui la protagonista imparerà a porsi domande e a rispondersi, ma anche a trovare il coraggio di guardare ed essere guardata, di nominarsi ed essere nominata.

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