AMEDEO MODIGLIANI E L’ART NÈGRE: SIMBOLO, OPERE, TECNOLOGIA

AA.VV

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Corre lungo il filo che lega l'opera del genio livornese all'arte africana, tradizionale e contemporanea - e sulle possibilità di fruizione del linguaggio creativo offerte dai nuovi strumenti tecnologici - la prima mostra ospitata dalla Casa Modigliani di Spoleto, la sede dell'Istituto Amedeo Modigliani e del Comitato organizzatore delle celebrazioni del Centenario dalla morte dell’artista (1920 – 2020), inaugurata di recente in una suggestiva location medievale nel centro storico umbro. “Amedeo Modigliani e l’art nègre: simbolo, opere, tecnologia” è il titolo dell'esposizione curata da Cesare Pippi e inserita nel programma culturale del Festival dei Due Mondi, che sarà inaugurata il prossimo 22 giugno a Spoleto, a Palazzo Montani (fino al 30 luglio 2017 - Piazza Fontana, 3). La mostra sarà presentata alla stampa giovedì 22 giugno – ore 11.30 – a Palazzo Mauri e proseguirà nell'adiacente Palazzo Montani con la visita in anteprima dell'esposizione. All'incontro parteciperanno l'Assessore comunale alla cultura del Comune di Spoleto, Camilla Laureti, il presidente dello IAM, Luciano Renzi, Cesare Pippi, Alberto D'Atanasio, Anna Alberghina, Bruno Albertino, rappresentanti del Festival dei due Mondi e della società Oniride. «Amedeo Modigliani – spiega il collezionista Cesare Pippi, curatore della mostra – probabilmente ha visto e studiato molte arti primitive, ne è stato in parte influenzato nelle scelte stilistiche, ma ha costruito un proprio mondo scultoreo e pittorico, estremamente personale dove le varie fonti sono state soltanto usate per declinare la bellezza delle sue donne quasi astraendole dai contesti che le attorniavano. Modigliani ha scelto con libertà completa gli stilemi più aggraziati delle arti primitive, tralasciando le forme più dure dell’arte tribale africana e le forme più estreme delle altre». In esposizione, cinquanta sculture lignee e maschere della collezione privata di Anna Alberghina e Bruno Albertino, opere tradizionali della fine dell'Ottocento e della prima metà del Novecento, rappresentative delle principali etnie e tematiche socio-religiose africane e caratterizzate dalla stilizzazione geometrica e dall’equilibrio dei volumi che affascinarono e ispirarono le avanguardie artistiche dei primi decenni del secolo scorso. «Le avanguardie artistiche del primo Novecento – chiarisce Bruno Albertino - furono influenzate in maniera determinante dall'arte africana. Modigliani è stato, però, atipico nell'accogliere l'arte africana: ne è stato influenzato, ma non travolto. Mentre Picasso ha assorbito il valore formale classico, geometrico, dell'arte africana, Modigliani ne ha acquisito il contenuto spirituale. E infatti mentre Picasso e i cubisti si rifanno, ad esempio, all'arte dei Grebo della Liberia, dei Bamana del Mali, delle popolazioni Wè e Guerè della Costa d'Avorio, l'artista livornese trasse ispirazione da un'arte africana più naturalistica, in un certo senso più affine al gusto europeo, come quella delle p

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