IMPARARE DA LAS VEGAS. IL SIMBOLISMO DIMENTICATO DELLA FORMA ARCHITETTONICA

ROBERT VENTURI, DENISE SCOTT BROWN, STEVEN IZENOUR

€ 25,00

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Quando questo libro venne pubblicato nel 1972 scatenò immediatamente un vero e proprio putiferio: che cosa mai si può imparare da Las Vegas, la valvola di sfogo organica al puritanesimo americano nonché il territorio legalizzato gestito per anni dalle peggiori mafie del paese tanto da suggestionare il cinema, da li padrino di Coppola a Casinò di Scorsese? Forse a giocare d'azzardo, frequentare prostitute e gigolò, a bere, mangiare e fumare smodatamente magari ascoltando canzonette come Viva Las Vegas di Elvis Presley, ovvero a soddisfare qualunque basso appetito in modo legale? Venturi, Scott Brown e Izenour decisero semplicemente di studiare da vicino una città che era cresciuta a una velocità mai vista prima nel bel mezzo del deserto del Mojave come una "città miraggio". I cartelloni pubblicitari illuminati dal neon e la sua bassissima densità urbana lasciavano immaginare che Las Vegas fosse il primo esemplare di città virtuale - specie di notte - tanto che Tom Wolfe, in uno dei suoi primi reportage, scrisse che «le insegne sono diventate l'architettura di Las Vegas» anticipando di fatto la teoria progettuale dei «decorated shed» qui avanzata dalla coppia di Filadelfia.

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